L’Italia piace in Giappone
Italia e gli Italiani sono moda in Giappone. Ma non è un trend per quest’anno, è un trend quasi permanente. Ma perché piace così tanto, fino al punto di avere Giapponesi, che non hanno nessun collegamento con la Italia, che vogliono diventare Italiani, oppure abitare lì?
La passione per l’Italia è profonda, ma particolare. Le donne sognano avere un Casanova solamente per loro. Gli uomini, invece, sognano in diventare come Casanova. Tutti, sognando, creano una immagine dell’Italia di fantascienza dove le donne sonno mamme fortissime, e gli uomini Casanova di film. E tutto questo, colorato di tratti “alla Giapponese”, costruendo un’Italia veramente particolare. Questa fascinazione, convertita ormai in una ossessione quasi nazionale è abbastanza incompresa per gli stranieri.
Non solamente la moda o i prodotti carissimi sono sinonimo di “Italia”. C’è, invece, una immagine troppo particolare nella mente giapponese. Italia è un vulcano di mescolanze strane, diventando un paese irresistibile per tutti. “Voglio che il mio marito sia Italiano”. Non può essere un Tedesco, oppure un Giapponese. No. Dev’essere Italiano. “Voglio avere tante ragazze come Berlusconi”. Tante come lui, non di meno. Questi “fan” dell’Italia sono grandi ammiratori, non solo delle celebrità nazionali, ma di un carattere che ha connotazioni un tanto bizzarre. I fumetti possono guidarci un po’ per “cercare” di scoprire le tratte di questo carattere che fa impazzire i Giapponesi.
Possiamo trovare fumetti veramente divertenti, ma a volte, troppo strani per noi, gli Europei. Una delle autore che ha provato a distruggere questa “immagine ossessiva di fantascienza” è Mari Yamazaki, una fumettista sposata con un Italiano che spiega com’è la sua famiglia attraverso i fumetti.
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Con molto umore Mari spiega le differenze culturali fra Giapponesi ed Italiani. Ma ricordatevi, visto dal punto di vista Giapponese. È divertente, ma, allo stesso tempo, un po’ strano, perché quella immagine che abbiamo dell’Italia in Europa, non è uguale a quella che hanno i Giapponesi. Le avventure di Mari con la sua famiglia Italiana sono veramente divertenti, ma l’obbiettivo dell’opera non è solamente divertire, ma distruggere un po’ quella immagine “ossessiva e di fantascienza” che hanno la maggioranza dei Giapponesi.
Questa “ossessione” non è solo una “ossessione” per i tempi moderni. No. Potete trovare una fascinazione “alla tedesca” anche per i tempi più antichi, come per esempio, i tempi dei Romani. L’antica Roma è l’ossessione per eccellenza. Questa ossessione, abbastanza comune e strampalata, provoca situazioni un po’ “da romanzo”. Non è strano trovarsi qualche Giapponese, la maggioranza delle volte, un uomo, impazzito per parlare la “lingua degli stranieri”. Leggendo questa combinazione di parole, possiamo pensare che la “lingua degli stranieri” è l’inglese, ma una seconda occhiata al caso ci svela una sorpresa impattante. Non è l’inglese la lingua che “tutti gli stranieri possono parlare”, ma il latino!
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Mari Yamazaki è diventata famosa precisamente per il suo fumetto ambientato nell’epoca romana. “Termae Romae” è un fumetto divertente. Un romano, istantaneamente, viaggia come per magia, in Giappone dove scopre l’onsen (le terme). È un fumetto fuori dal comune, nel senso di disegnare all’europea e i suoi personaggi, dandogli tratti Giapponesi per avvicinare la Roma di una forma gradevole e divertente. Ma, l’idillio con l’Antica Roma, non finisce qui. Imparare il Latino per comunicarsi con “i barbari” è una possibilità fra alcuni Giapponesi, che cercano di avvicinarsi usando una lingua universale: il latino.
Pensare che la fascinazione verso la storia Italiana finisce con l’epoca attuale e l’Impero Romano è sbagliato. C’è ancora un’altra epoca che fascina ai Giapponesi di forma poco ortodossa: la Seconda Guerra Mondiale. Non solo affascinano gli uniformi, ma anche la guerra di potere. Gli uniformi che affascinano di più sono quelli tedeschi ed italiani. (Si, avete capito bene, le potenze de l’Asse). Ma no di una forma cattiva. Quello che loro ammirano è la forza, anche forse il disegno, e la disciplina. Ma come può affascinare così tanto quest’epoca così nera? Perché così tanto l’Italia e Germania? Eccolo qua, il fumetto che alza passioni fra i Giapponesi… ma che fa “arrabbiare” abbastanza a tanti Italiani (e Spagnoli, non pensate!) Vi parlo di ヘタリア Axis Powers (hetaria). Il titolo è composto per due parole in Giapponese: 下手(heta), che vuol dire “incapace”, “incompetente”, “non qualificato”, “inesperto”, e イタリア(Italia)…
Questo fumetto è veramente un uragano di cose mescolate. C’è anche Cesare (dell’Impero Romano) mischiato con i personaggi della Seconda Guerra Mondiale. Per fare le cose ancora più incredibili, due dei personaggi principali (Italia e Germania) sono amanti ed hanno una relazione un po’ bizzarra. La “povera” Germania non può vincere la guerra perché “l’inesperta” (prendiamo il significato più gradevole per questo caso) Italia non la sa fare (riassumendo l’argomento al massimo). Italia usa tutte le forze per l’amore, non per la guerra. Con questo fondo storico strano, dove Alleati e Asse fanno “la guerra” cantando, si lancia una specie di messaggio strano, d’ove quello bizzarro diventa, misteriosamente, normale. Per farvi un’idea, vi presento alcune canzoni di questo fumetto…
Eccola, la canzone per l’Italia, la canzone del pomodoro…
Anche la canzone per la Spagna ha dei pomodori…
Invece gli tedeschi hanno delle patate…
Italiani e Spagnoli siamo dei pomodori, rossi e caldi, appassionati, tutti Casanova e DonJuan, e un po’ nulla facenti (sopratutto per la Spagna che russa facendo delle “sieste”…). Invece, i Tedeschi sono come le sue patate: rigidi, ma caldi se li sai scaldare. Se guardate un po’ più profondamente, potete vedere che questo fumetto insegna le parti deboli dei paesi, per quello, ci sono tanti (non Giapponesi), che non piace quest’opera. Precisamente perché vedono le debolezze che conformano una immagine prefabbricata del suo paese. Invece, in mezzo della pazzia di questo fumetto, c’è un po’ di ragione. Al posto di odiarlo a morte, si può usare per “migliorare questa immagine”.
Ma, “questa immagine”, alla fine, qual’è? È la immagine dell’Italia quella di Mari Yamazaki? Oppure quella romantica inventata dell’Impero Romano? Oppure quella di Hetalia? Oppure sono tutte allo stesso tempo, mescolate? Italia piace in Giappone, è la moda eterna. Italia è sinonimo di orologi, borse, moda di qualità, tutti prodotti carissimi. Italia è sinonimo di macchine di sogno, come le Ferrari, Lamborghini… Italia è la terra dei Casanova appassionati, delle mafie e della pasta. E per i Giapponesi, è, anche, una specie di terra di fantascienza. Tutto questo mescolato è il sexappeal che hanno gli Italiani qui in Giappone. Ecco, perché è sempre di moda. Peccato che per fare affari la cosa cambia un po’… Ma questo è un tema per un altro post.
2 Responses to L’Italia piace in Giappone
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OMFG..
“Voglio avere tante ragazze quanto Berlusconi”……….
Oddio
:p lo so… ma è certo XDDD Ci sono che dicono così…