Com’è possibile che la Spagna sia caduta così in basso nella crisi? Cosa è andata male? Troppe feste? Troppe sieste? Troppo vino? No, ne le feste, ne le sieste, ne il vino. La gran colpevole, come dicono gli “indignados” (indignati), è stata la classe politica (o ladra, dipendendo dal [...]
Com’è possibile che la Spagna sia caduta così in basso nella crisi? Cosa è andata male? Troppe feste? Troppe sieste? Troppo vino? No, ne le feste, ne le sieste, ne il vino. La gran colpevole, come dicono gli “indignados” (indignati), è stata la classe politica (o ladra, dipendendo dal punto di vista), che tra l’altro, è abbastanza miope. Un disegnatore di cartoni animati catalano, Aleix Saló è stato capace di riassumere il caos economico in cui la Spagna è immersa in poche parole, di forma divertente, e miracolosamente, in pochi minuti. Disegnatore quasi in bancarotta, è stato capace di usare l’indignazione per esprimere la verità con le parole più veementi possibili. Non è un’indignazione da un solo disegnatore, ma una indignazione nazionale che ci viene spremuta attraverso le manifestazioni continue che vengono fatte in tutte le parti della Spagna dal 15 Marzo scorso.
Vasta viaggiare un po’ nel tempo, verso il 1998, per trovare la prima delle cause catastrofiche che ha fatto di Spagna, Spagnistan. José María Aznar, il Presidente dell’epoca, ossessionato del “paddle”, gioco similare al tennis ma che solo giocano i “ricchi spagnoli conservatori e di destra”, giocando con la racchetta trova il Dio del Neoliberismo che gli da i comandamenti, come fece Dio con Mosè. Questi comandamenti non sono altro che la “nuova Legge del governo sul territorio”, per privatizzare il territorio. Aumentando i terreni che possono essere urbanizzati, il territorio si converte in un negozio vantaggioso per gli imprenditori. Quindi, più case, più ricchezza, più famiglie giovani che possono comprarne una. (È evidente, che questa “legge quasi divina”, non ha servito ad altro che creare una bolla speculativa pazzesca).
Nel 2002, il Presidente Aznar, giocando, un’altra volta al suo caro paddle, fu visitato dal suo Dio personale, che gli diede altri comandamenti, più spaventosi di quelli del 1998: la nuova legge sul lavoro. Una trappola che consisteva nel ritagliare i diritti lavorali, e fare così, attrattivi i lavoratori per le ditte. Di colpo, le ditte avevano bisogno di lavoratori (così economici…), ed immediatamente molti spagnoli giovani inviarono gli studi a affanculo per cominciare a lavorare. Allo stesso tempo, tanti immigrati, cercando il “Dorado Spagnolo”, arrivarono in Spagna per fare realtà il “Spanish Dream“. All’inizio la legge ottenne il risultato cercato: abbassare la disoccupazione. Ma non per molto tempo…
Lo Spanish Dream consisteva nell’inversione nel mattone. Provare ad invertire in Ricerca e Sviluppo era sinonimo di essere stupido. Comprare la casa e diventare ricco vendendola a un prezzo da matti era la massima dell’epoca. Tutti compravano la casa, tutti avevano una casa. Solamente i hippie affittavano la casa. Il problema però, era lo stipendio. Mentre grazie a questa speculazione senza fine continuava gonfiando i prezzi delle case, lo stipendio era così congelato come i ghiacciai dell’Antartica.
Grazie alle banche, uno spagnolo medio con uno “stipendio di merda” (SDM=”sueldo de mierda”) poteva avere la sua casa (macchina e tv al plasma) a cambio di un mutuo extra gonfiato. Il problema era che questo spagnolo con lo SDM continuerebbe a pagare il mutuo anche nell’altra vita. (Morire, non era più l’unica salvezza…). Le banche, per non perdere l’opportunità di avere un altro schiavo pagando il mutuo anche fosse direttamente dall’inferno, concedevano crediti senza quasi nessun requisito “normale”. Per esempio, uno spagnolo che guadagnasse un SDM, che avesse una tartaruga con il cappello come avvallante, poteva prendere un prestito senza nessun problema, riassicurato per la banca: “caro cliente, stia tranquillo, il prezzo del mattone non abbassa mai”…
Nel 2007 il debito delle famiglie spagnole, il governo e le ditte era orribilmente pazzesco. Il debito nazionale sembrava ormai uno scherzo, ma non lo era. Nel 2008, quando negli Stati Uniti esplode la bolla speculativa, spacca subito la Spagna. Le banche, non concedono più prestiti, i lavoratori vanno tutti ad aspettare nelle liste della disoccupazione, le famiglie sono buttate fuori casa per non pagare il mutuo…
E così, Spagna diventò Spagnistan, un fumetto divertente dove ogni giorno ci sono delle manifestazioni in piazza, dei disoccupati chiedendo un lavoro davanti gli uffici dei governanti, e dei giovani che non possono lasciare la casa dei genitori per fare la loro vita…

(C) Aleix Saló
“Benvenuti all’Università del Furto Applicato per i Ladri”
“Vi notifico che la maggior parte di voi non sarà altro che un borseggiatore. I più intelligenti saranno ladri di banche.”
“E non si sa mai, con un po’ di fortuna, potete diventare deputati.”
Italia e gli Italiani sono moda in Giappone. Ma non è un trend per quest’anno, è un trend quasi permanente. Ma perché piace così tanto, fino al punto di avere Giapponesi, che non hanno nessun collegamento con la Italia, che vogliono diventare Italiani, oppure abitare lì?
La passione per l’Italia è profonda, ma particolare. [...]
Italia e gli Italiani sono moda in Giappone. Ma non è un trend per quest’anno, è un trend quasi permanente. Ma perché piace così tanto, fino al punto di avere Giapponesi, che non hanno nessun collegamento con la Italia, che vogliono diventare Italiani, oppure abitare lì?
La passione per l’Italia è profonda, ma particolare. Le donne sognano avere un Casanova solamente per loro. Gli uomini, invece, sognano in diventare come Casanova. Tutti, sognando, creano una immagine dell’Italia di fantascienza dove le donne sonno mamme fortissime, e gli uomini Casanova di film. E tutto questo, colorato di tratti “alla Giapponese”, costruendo un’Italia veramente particolare. Questa fascinazione, convertita ormai in una ossessione quasi nazionale è abbastanza incompresa per gli stranieri.
Non solamente la moda o i prodotti carissimi sono sinonimo di “Italia”. C’è, invece, una immagine troppo particolare nella mente giapponese. Italia è un vulcano di mescolanze strane, diventando un paese irresistibile per tutti. “Voglio che il mio marito sia Italiano”. Non può essere un Tedesco, oppure un Giapponese. No. Dev’essere Italiano. “Voglio avere tante ragazze come Berlusconi”. Tante come lui, non di meno. Questi “fan” dell’Italia sono grandi ammiratori, non solo delle celebrità nazionali, ma di un carattere che ha connotazioni un tanto bizzarre. I fumetti possono guidarci un po’ per “cercare” di scoprire le tratte di questo carattere che fa impazzire i Giapponesi.
Possiamo trovare fumetti veramente divertenti, ma a volte, troppo strani per noi, gli Europei. Una delle autore che ha provato a distruggere questa “immagine ossessiva di fantascienza” è Mari Yamazaki, una fumettista sposata con un Italiano che spiega com’è la sua famiglia attraverso i fumetti.
|
|
|
Con molto umore Mari spiega le differenze culturali fra Giapponesi ed Italiani. Ma ricordatevi, visto dal punto di vista Giapponese. È divertente, ma, allo stesso tempo, un po’ strano, perché quella immagine che abbiamo dell’Italia in Europa, non è uguale a quella che hanno i Giapponesi. Le avventure di Mari con la sua famiglia Italiana sono veramente divertenti, ma l’obbiettivo dell’opera non è solamente divertire, ma distruggere un po’ quella immagine “ossessiva e di fantascienza” che hanno la maggioranza dei Giapponesi.
Questa “ossessione” non è solo una “ossessione” per i tempi moderni. No. Potete trovare una fascinazione “alla tedesca” anche per i tempi più antichi, come per esempio, i tempi dei Romani. L’antica Roma è l’ossessione per eccellenza. Questa ossessione, abbastanza comune e strampalata, provoca situazioni un po’ “da romanzo”. Non è strano trovarsi qualche Giapponese, la maggioranza delle volte, un uomo, impazzito per parlare la “lingua degli stranieri”. Leggendo questa combinazione di parole, possiamo pensare che la “lingua degli stranieri” è l’inglese, ma una seconda occhiata al caso ci svela una sorpresa impattante. Non è l’inglese la lingua che “tutti gli stranieri possono parlare”, ma il latino!
|
|
|
Mari Yamazaki è diventata famosa precisamente per il suo fumetto ambientato nell’epoca romana. “Termae Romae” è un fumetto divertente. Un romano, istantaneamente, viaggia come per magia, in Giappone dove scopre l’onsen (le terme). È un fumetto fuori dal comune, nel senso di disegnare all’europea e i suoi personaggi, dandogli tratti Giapponesi per avvicinare la Roma di una forma gradevole e divertente. Ma, l’idillio con l’Antica Roma, non finisce qui. Imparare il Latino per comunicarsi con “i barbari” è una possibilità fra alcuni Giapponesi, che cercano di avvicinarsi usando una lingua universale: il latino.
Pensare che la fascinazione verso la storia Italiana finisce con l’epoca attuale e l’Impero Romano è sbagliato. C’è ancora un’altra epoca che fascina ai Giapponesi di forma poco ortodossa: la Seconda Guerra Mondiale. Non solo affascinano gli uniformi, ma anche la guerra di potere. Gli uniformi che affascinano di più sono quelli tedeschi ed italiani. (Si, avete capito bene, le potenze de l’Asse). Ma no di una forma cattiva. Quello che loro ammirano è la forza, anche forse il disegno, e la disciplina. Ma come può affascinare così tanto quest’epoca così nera? Perché così tanto l’Italia e Germania? Eccolo qua, il fumetto che alza passioni fra i Giapponesi… ma che fa “arrabbiare” abbastanza a tanti Italiani (e Spagnoli, non pensate!) Vi parlo di ヘタリア Axis Powers (hetaria). Il titolo è composto per due parole in Giapponese: 下手(heta), che vuol dire “incapace”, “incompetente”, “non qualificato”, “inesperto”, e イタリア(Italia)…
Questo fumetto è veramente un uragano di cose mescolate. C’è anche Cesare (dell’Impero Romano) mischiato con i personaggi della Seconda Guerra Mondiale. Per fare le cose ancora più incredibili, due dei personaggi principali (Italia e Germania) sono amanti ed hanno una relazione un po’ bizzarra. La “povera” Germania non può vincere la guerra perché “l’inesperta” (prendiamo il significato più gradevole per questo caso) Italia non la sa fare (riassumendo l’argomento al massimo). Italia usa tutte le forze per l’amore, non per la guerra. Con questo fondo storico strano, dove Alleati e Asse fanno “la guerra” cantando, si lancia una specie di messaggio strano, d’ove quello bizzarro diventa, misteriosamente, normale. Per farvi un’idea, vi presento alcune canzoni di questo fumetto…
Eccola, la canzone per l’Italia, la canzone del pomodoro…
Anche la canzone per la Spagna ha dei pomodori…
Invece gli tedeschi hanno delle patate…
Italiani e Spagnoli siamo dei pomodori, rossi e caldi, appassionati, tutti Casanova e DonJuan, e un po’ nulla facenti (sopratutto per la Spagna che russa facendo delle “sieste”…). Invece, i Tedeschi sono come le sue patate: rigidi, ma caldi se li sai scaldare. Se guardate un po’ più profondamente, potete vedere che questo fumetto insegna le parti deboli dei paesi, per quello, ci sono tanti (non Giapponesi), che non piace quest’opera. Precisamente perché vedono le debolezze che conformano una immagine prefabbricata del suo paese. Invece, in mezzo della pazzia di questo fumetto, c’è un po’ di ragione. Al posto di odiarlo a morte, si può usare per “migliorare questa immagine”.
Ma, “questa immagine”, alla fine, qual’è? È la immagine dell’Italia quella di Mari Yamazaki? Oppure quella romantica inventata dell’Impero Romano? Oppure quella di Hetalia? Oppure sono tutte allo stesso tempo, mescolate? Italia piace in Giappone, è la moda eterna. Italia è sinonimo di orologi, borse, moda di qualità, tutti prodotti carissimi. Italia è sinonimo di macchine di sogno, come le Ferrari, Lamborghini… Italia è la terra dei Casanova appassionati, delle mafie e della pasta. E per i Giapponesi, è, anche, una specie di terra di fantascienza. Tutto questo mescolato è il sexappeal che hanno gli Italiani qui in Giappone. Ecco, perché è sempre di moda. Peccato che per fare affari la cosa cambia un po’… Ma questo è un tema per un altro post.
Giornale: Regió7, 12 Marzo 2011
Giornale: Regió7, 24 Marzo 2011
Giornale: Regió7, 13 Aprile 2011
Read More →
Benvenuti al Podcast di dePepi.com!!
Qua avete il menù del terzo programma “Fare negozi con i Giapponesi”
come fare negozi con i Giapponesi Latasha Lee, “Get Away” Continuazione di come fare negozi con i Giapponesi Brad Sucks, “Total Breakdown” Letteratura: Edward T.Hall Esercitiamo la lingua! Oggi, in Giapponese David Chapel, “Mon âme à ma [...]
Read More →Benvenuti al Podcast di dePepi.com!!
Qua avete il menù del secondo programma “Registrare la vostra marca”
Come registrare la vostra marca Misery, “Meu amor” Continuazione di come registrare la vostra marca Letteratura: Federico Moccia Esercitiamo la lingua! Oggi, slang catalano BOREA, “single ride”
Se avete ascoltato il programma però non avete avuto tempo per [...]
Read More →Benvenuti al Podcast di dePepi.com!! Il menù del primo programma “Studiare in Giappone”
Studiare in Giappone: le borse di studio della Mombukagakusho Hiroumi “up in the cloud” Studiare in Giappone: lettere di accettazione ed raccomandazione Letteratura: Amélie Nothomb Esercitiamo la lingua! Oggi le salutazione in Giapponese Andrea Pardi -Giuggi- “SOGNO”
Se avete ascoltato il [...]
Read More →
iPhone / iPad Apps Designer + Content + Language Localization (Spanish, Catalan, English, Japanese, Italian, French)
Damnant quod non intellegunt (Cicero)














